CAMPAGNA DI INFORMAZIONE "LE CELLULE STAMINALI CORDONALI: RISORSA BIOLOGICA DELL'INTERA UMANITÀ"
- Guida per i professionisti sanitari.
- Guida per i genitori in attesa di un bambino.
Aggiornamenti, risultati, novità sulla donazione del sangue cordonale e diversi abstract sono disponibili sulla pagina dedicata al Convegno Nazionale di ottobre.
Chi è interessato alla raccolta del sangue cordonale per uso personale, può consultare il Rapporto del Comitato della Sociatà Americana per il Sangue e il Trapianto di Midollo (ASBMT) che riporta i risultati, le conclusioni e le raccomandazioni. La traduzione italiana è stata curata dal Prof. Licinio Contu, Presidente della Federazione ADOCES.
Riportiamo qui un riassunto del Rapporto, ricordandovi che attraverso il link precedente potete scaricare il materiale completo:
Il sangue del cordone ombelicale (SCO) di donatore non familiare è una utile sorgente alternativa di cellule staminali ematopoietiche per i pazienti senza donatori di cellule staminali ematopoietiche, familiari e non familiari, adeguatamente compatibili e facilmente disponibili. I genitori in attesa di un figlio possono avere oggi l'opzione di donare il SCO a una banca pubblica o di tenere e conservare il SCO in una banca privata per un potenziale uso futuro. Le alternative sono spesso riferite come bancaggio pubblico e bancaggio privato. Per conto della Società Americana del Sangue e del Trapianto di Midollo (ASBMT), abbiamo recensito i dati e le opinioni attualmente disponibili e diamo le seguenti raccomandazioni:
1. La donazione pubblica di SCO è incoraggiata dovunque possibile.
2. La probabilità di usare il proprio SCO è molto piccola – difficile da quantificare, ma probabilmente da 0,04% (1:2500) a 0,0005% (1:200.000), con una probabilità media di 0,001% (1:100.000), nei primi 20 anni di vita– e dunque la conservazione del SCO per uso personale non è raccomandata.
3. Il bancaggio per membri familiari (raccolta e conservazione di SCO per un membro della famiglia), è raccomandato quando c'è un figlio con una malattia che può essere trattata con successo con un trapianto allogenico. Il bancaggio per membri familiari a beneficio di un genitore con una malattia che può essere trattata con successo con un trapianto allogenico è raccomandato solamente quando ci sono antigeni HLA condivisi tra i genitori.
Di seguito è disponibile il Parere del Comitato di Bioetica della Regione del Veneto relativamente a "La donazione del sangue cordonale", approvato dalla giunta regionale con Drg. nr. 2855 del 07/10/2008.
Il sangue residuo del cordone ombelicale e della placenta contiene cellule staminali simili a quelle del midollo osseo,
particolarmente adatte ad essere trapiantate nei bambini.
Esse, sottoposte a test di compatibilità, congelate in azoto liquido e pronte per essere trapiantate, vengono reinfuse nel malato.
Entro qualche settimana si concentrano spontaneamente nelle cavità ossee e danno origine ad un midollo nuovo ed efficiente.
LE PROCEDURE DELLA DONAZIONE
Qualsiasi futura mamma purché non affetta da malattie trasmissibili può donare il sangue placentare che può
essere facilmente raccolto al termine del parto, senza alcun rischio per la madre e per il neonato, dato che la procedura non modifica in alcun modo la loro assistenza.
POTER SALVARE UN BAMBINO
Ciascuna madre può salvare la vita di un bambino donando il sangue placentare, senza pregiudicare nulla della sua salute
e di quella della sua creatura. Ella potrà così vivere un'esperienza unica: quella di dare una vita al proprio figlio e ridonare la vita
ad un altro bimbo in attesa di trapianto.

Al 31 dicembre 2007, le unità crioconservate nelle Banche Pubbliche mondiali a scopo solidaristico erano circa 280.000 (fra le quali quelle italiane con circa 16.000 donazioni): queste hanno permesso di trovare la donazione compatibile ed effettuare il trapianto a ottomila pazienti.
LA DONAZIONE "DEDICATA"
Questa procedura è riservata solo nel caso della presenza in famiglia
di un fratello del neonato affetto da patologia ematologia che
ha come terapia elettiva il trapianto di midollo osseo.
Infatti in questi anni numerose sono state le mamme che hanno
usufruito di questa possibilità e le cui sacche sono
state conservate nelle banche per l'utilizzo familiare.
L'iter per accedere alla donazione dedicata è il seguente:
1) richiesta formale alla banca di raccolta dedicata da parte
del Centro che ha in cura il familiare malato;
2) colloquio con il responsabile medico della banca per la valutazione
di ammissibilità alla richiesta;
3) in caso di valutazione affermativa, la mamma che dovrà
donare deve prendere contatto con il reparto di ostetricia presso
cui partorire, reparto abilitato alla raccolta e che sarà
comunque consigliato dal responsabile medico della banca.
Tutti gli esami per la donazione del sangue placentare sono gratuiti. La donazione è volontaria, anonima e gratuita.
Dove si può donare.
Attualmente in molti reparti di ostetricia del Veneto può essere effettuata la donazione del sangue placentare. Molti sono i centri in via di attivazione e anche il personale ostetrico che opera sul territorio per la preparazione al parto informerà le mamme su questa possibilità e sulle sue modalità.
Scarica l'opuscolo
informativo
IL TRAPIANTO DI CELLULE STAMINALI DA SANGUE CORDONALE
Viene attuato con modalità simili a quello di midollo osseo.
I principali vantaggi che questo tipo di trapianto offre sono sostanzialmente tre:
- l'immediata disponibilità rispetto al midollo osseo; mentre per identificare un donatore di c.s. da midollo osseo compatibile per un paziente il tempo richiesto è mediamente 2-3 mesi; per un trapianto di cellule staminali da sangue placentare si è invece nell'ordine dei 30-40 giorni. Un risparmio di tempo di questa entità, in patologie che spesso rappresentano un'urgenza trapiantologia è un vantaggio molto importante;
- l'assenza del rischio di infezioni;
- la possibilità di effettuare il trapianto da sangue cordonale anche quando il donatore ed il ricevente non siano perfettamente compatibili, grazie ad una maggiore immaturità delle cellule, specie quelle immunocompetenti, caratteristica che ha come conseguenza una ridotta capacità di attuare un'aggressione immunologica contro i tessuti del trapiantato.
Queste cellule infatti producono quantitativi ridotti di sostanze chiamate citochine, importanti nell'innescare e portare avanti tale aggressione, ed esprimono delle caratteristiche sostanze sulla loro membrana cellulare che probabilmente sono anche responsabili, durante la gravidanza, della non aggressione e quindi tolleranza tra madre e feto. A questo va ascritta la ridotta incidenza e gravità della malattia del trapianto contro l'ospite (GvHD), che trova conferma nei dati clinici raccolti da numerose casistiche nelle quali il trapianto di sangue placentare è stato confrontato con quello di midollo osseo.
Gli svantaggi sono invece rappresentati dalla quantità relativamente piccola di c.s. contenuta in una unità di sangue cordonale, che risulta spesso insufficiente per un trapianto su pazienti adulti. Esiste inoltre un rischio maggiore di non attecchimento delle c.s. trasfuse, di tempi di recupero dei globuli bianchi e delle piastrine più lunghi rispetto al trapianto di midollo e un rischio maggiore di recidiva dopo il trapianto nelle malattie oncoematologiche.
Un altro svantaggio è rappresentato dal fatto che il sangue cordonale è una fonte unica e per ora non riproducibile per una eventuale ricaduta di malattia nel paziente.
BANCHE ITALIANE DI CELLULE STAMINALI DA CORDONE OMBELICALE
DONAZIONE SANGUE CORDONALE MAMME IMMIGRATE
E' stato costituito un Gruppo di lavoro nazionale composto
da ostetriche di tutte le Regioni individuate dalla Federazione
Nazionale Collegi Ostetriche e da referenti ADOCES.
Vedi la pagina dedicata al Gruppo di Lavoro.
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