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DONAZIONI SENZA CONFINI

 


Donazione sangue cordonale donne immigrate >>scarica locandina

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Per quanto riguarda specificatamente il programma per la donazione del sangue cordonale da parte delle mamme immigrate, nell’estate 2007 ADoCes, Associazione Donatori Cellule Staminali Regione Veneto e il Coordinamento dei Collegi delle Ostetriche del Veneto e la F.N.C.O. Federazione Nazionale Collegi Ostetriche, hanno costituito il GRUPPO DI LAVORO NAZIONALE, per studiare un percorso di donazione per le donne straniere residenti nel nostro territorio.
Il Gruppo è formato da:

- Ostetriche che operano sul territorio e in sala parto e in diverse province della Regione Veneto, e impegnate nel programma di raccolta delle donazioni del sangue cordonale;
- referenti dell’Associazione ADoCes, Associazione Donatori Cellule Staminali Regione Veneto;
- Ostetriche che operano in diverse regioni italiane (Toscana, Calabria, Sardegna, Piemonte,Lazio, Sicilia, Puglia, Campania, Lombardia, Friuli V.G.).


Questo Gruppo di Lavoro, ha elaborato e predisposto:

> una campagna informativa per l’informazione e sensibilizzazione al dono, in lingua italiana,

> un Poster riportante il messaggio della donazione nelle sette lingue più rappresentative;

> un Manuale “Percorsi multilingue per la donazione del sangue cordonale”, per agevolare la comunicazione e la comprensione tra operatore sanitario e la donna immigrata.

Il Centro pilota in questa prima fase operativa è l’Unità Operativa di Ostetricia e Ginecologia di Noventa Vicentina, diretta dal Dott. Vicennzo Tinelli, dove operano ostetriche da diversi anni impegnate nella sensibilizzazione e raccolta delle donazioni di sangue cordonale che vengono successivamente vagliate e crioconservate presso la Banca di Treviso.

Tutto il materiale è utilizzato solo presso il Centro Pilota.

Sono inoltre stati programmati incontri con le comunità locali degli immigrati per promuovere l’iniziativa, grazie alla collaborazione di Associazioni locali dei donatori di sangue Fidas ed AVis e il CAV Centro di Aiuto alla Vita.

Responsabili del programma:
Ivana Gerotto (Referente del Coordinamento Ostetriche del Veneto) Alice V. Bandiera Referente di ADoCes
Supervisione scientifica: G.B. Gajo e S. De Angeli - Banca del sangue cordonale presso il Servizio Immnutrasfusionale di Treviso
Direzione Centro Pilota presso l’U.O. di Noventa Vicentina: V . Tinelli


7 marzo 2008 Conferenza stampa

Presso la sala riunione della Direzione Medica dell’Ospedale di NOVENTA VICENTINA è organizzata una conferenza stampa per la presentazione dell’iniziativa e far conoscere le possibilità di donazione per le donne immigrate


24 ottobre Venezia Centro Culturale "Don Orione"

I risultati preliminari del Progetto pilota saranno illustrati nella Tavola Rotonda che fa seguito al Convegno Nazionale “Le cellule staminali cordonali tra presente e futuro”.
L’evento offrirà un panorama completo sulla tematica della donazione e della raccolta delle cellule staminali cordonali, con approfondimenti di natura normativa e organizzativa, bioetica e deontologica in relazione anche alle “offerte” per la conservazione autologa.
(vedere programma link news)


Alice V. Bandiera - ADoCes
Ivana Gerotto – Coordinamento Collegi Ostetriche del Veneto


Firenze: Interventi delle Coordinatrici del Gruppo di Lavoro 11 settembre e 23 ottobre 2009.


Corsi di formazione organizzati dall'Azienda Ospedaliero-Universitaria Careggi e dall'Università degli Studi di Firenze Dipartimento di Fisiopatologia Clinica
>> Scarica il programma.


ADoCeS è attualmente impegnata a Vicenza, insieme a Fidas e Avis, nel progetto denominato "DONAZIONI SENZA CONFINI" per il coinvolgimento di cittadini stranieri residenti in Veneto nella donazione di cellule staminali.

PERCHE' E' IMPORTANTE L'ISCRIZIONE AL REGISTRO ITALIANO DONATORI
DI CITTADINI PROVENIENTI DA ALTRI PAESI

Le premesse e il quadro attuale

Sino a vent'anni fa i trapianti di midollo osseo venivano eseguiti esclusivamente fra fratelli compatibili HLA identici.
Purtroppo il 70% dei malati affetti da emopatie letali (Leucemie, anemie, linfomi, mielomi e altre) non poteva giovarsi di questa opportunità terapeutica perché non disponeva del donatore familiare. Questa motivazione ha spinto gli ematologi a cercare il donatore al di fuori dell'ambito familiare.
I risultati soddisfacenti ottenuti ricorrendo a donatori non consanguinei hanno portato, nonostante la grande difficoltà nel reperire soggetti con caratteristiche genetiche simili, alla costituzione in molte nazioni di Registri di potenziali donatori di midollo osseo. Tali organizzazioni costituiscono delle vere e proprie banche dati genetici che, collegate tra di loro in una rete internazionale, possono rendere accessibile ad un singolo paziente un pool di donatori.
Nel 1989 è stato avviato anche in Italia, sulla spinta di diverse società scientifiche (Società Italiana di Ematologia, Associazione Italiana di Immonogenetica e Biologia dei Trapianti Associazione Italiana Emato-Oncologia Pediatrica, Società Italiana di Immunoematologia e Trasfusione del Sangue) il programma denominato "Donazione di Midollo Osseo".
Successivamente è stato istituito il Registro Italiano Donatori Midollo osseo (IBMDR) con sede a Genova presso l'Ospedale Galliera e la cui attività è stata istituzionalmente riconosciuta con la Legge 52 del marzo 2001.
Esso ha lo scopo di procurare ai pazienti ematologici in attesa di trapianto, ma privi del donatore ideale (il fratello HLA identico), un volontario, estraneo alla famiglia, con caratteristiche immunogenetiche tali da consentire il trapianto con elevate probabilità di successo.

Cos'è la compatibilità

Ogni individuo possiede un patrimonio di geni ereditati dai genitori che lo caratterizza in maniera univoca. Una parte di questi geni controllano l'espressione di strutture (antigeni) presenti sulla superficie di tutte le cellule del nostro corpo. Grazie a questi antigeni, caratteristici di un singolo individuo, il sistema immunitario riconosce le proprie cellule e reagisce contro quelle estranee o addirittura le proprie, se modificate.
Nell'uomo il gruppo di geni che controlla il "riconoscimento" dei vari tessuti dell'organismo è chiamato Sistema HLA. Tali caratteristiche genetiche si possono determinare sia direttamente, esaminando il DNA con tecniche di biologia molecolare, sia con tecniche sierologiche. Tali test si utilizzano, in caso di trapianto, per stabilire la compatibilità tra donatore e ricevente. Solo tra fratelli esiste una buona probabilità (25%) di trovare gli stessi dati HLA, mentre tra individui non apparentati ciò è molto raro.

I donatori e i trapianti

A dicembre 2005

Il Registro Mondiale dei Donatori ha superato i dieci milioni di iscritti.
I Registri nazionali che ne fanno parte sono 42.

Il Registro Italiano (IBMDR) conta 315.000 iscritti, e si conferma al quarto posto fra i Registri internazionali.
I donatori italiani trovati compatibili e giunti alla donazione (dati nov. 2005) sono 1469 dei quali 987 hanno donato per pazienti italiani e 482 per pazienti stranieri.

I pazienti italiani giunti al trapianto di cellule staminali del midollo osseo sono 2226 (dati al 30.06.2005); 947 con donazioni provenienti dal registro nazionale e 1279 da donatori esteri.

Il Registro Donatori del Veneto, che fa parte dell'IBMDR, contiene (dic. 2005) i dati genetici di circa 59.000 individui (circa 300 le donazioni effettive) a testimonianza delle eccellenti capacità di reclutamento dei donatori da parte delle associazioni di volontariato nonché della grande disponibilità della popolazione al dono.

La Donazione di sangue placentare: un'altra importante fonte per i trapianti

Ricerche dell'ultimo decennio hanno dimostrato che nel sangue residuo del cordone ombelicale e della placenta sono presenti cellule simili a quelle del midollo osseo, particolarmente adatte ad essere trapiantate in pazienti in età pediatrica. Si tratta di residui normalmente scartati e destinati all'inceneritore, insieme alla placenta e al cordone ombelicale.

Qualsiasi futura mamma, purché non affetta da malattie trasmissibili, può donare il sangue placentare che può essere raccolto facilmente dall'ostetrica al termine del parto poiché la procedura non modifica in alcun modo la loro assistenza.
Dopo il parto, la neo-mamma sarà sottoposta ad un semplice test di controllo per escludere la presenza di malattie che verrà ripetuto dopo qualche mese.

Nel 1999 la Regione Veneto, riconoscendo l'alto valore scientifico delle donazioni di sangue placentare a scopo trapiantologico, ha istituito, con la legge n. 38, tre banche per la raccolta e crioconservazione delle donazioni di sangue placentare presso le Aziende ospedaliere di Padova, Treviso e Verona.
Le raccolte delle donazioni vengono effettuate presso i Centri di ostetricia di molti ospedali.


I TRAPIANTI DI CELLULE STAMINALI: le attuali cause di problematicità e/o criticità

Per quanto riguarda il trapianto di cellule staminali del midollo osseo, nonostante il grande numero di combinazioni genetiche presenti nei registri, molti sono purtroppo i pazienti italiani e non che non riescono a trovare un donatore compatibile.

Nell'ultimo decennio, a seguito del fenomeno dell'immigrazione che ha interessato la nostra regione, si sono presentate problematiche finora non considerate soprattutto nel campo della salute.
L'aumento dei cittadini immigrati residenti ha portato infatti ad un parallelo aumento del numero dei ricoveri ospedalieri e delle necessità trapiantologiche di questi pazienti ma ai quali non è possibile trovare un donatore perché le caratteristiche immunogenetiche, fondamentali per la "compatibilità" e il buon esito del trapianto, sono diverse in ogni popolazione.

A questo si aggiunge la totale assenza di Registri Donatori e di Banche di conservazione di cellule staminali in quasi tutti i paesi di origine.

Ecco perché è importante l'inserimento di nuovi donatori con caratteristiche genetiche diverse da quelle già presenti nel nostro Registro, che potrebbero essere quelle rappresentate da nuove popolazioni che in questi anni si sono stabilite in Veneto.

Ed ecco perché è importante la donazione del sangue placentare delle mamme immigrate: la loro donazione potrà essere utilizzata nei trapianti di malati loro connazionali che potranno trovare presso le banche una donazione geneticamente compatibile.


Di fronte a queste problematiche ADoCes si è impegnata fin dai primi mesi del 2005, insieme a Fidas e Avis, per la preparazione di un percorso formativo che vede coinvolte anche le maggiori comunità immigrate nella provincia di Vicenza, al termine del quale sarà possibile il coinvolgimento e la sensibilizzazione di cittadini stranieri residenti in Veneto nella donazione di cellule staminali.

Per approfondimenti sul progetto, sui risultati degli incontri con le comunità e sui prossimi appuntamenti: www.donazionisenzaconfini.it Nel luglio 2007 l'Agenzia Regionale Socio Sanitaria considerando questo progetto di grande interesse ha pubblicato il FOCU ON per presentare il progetto, uno fra i primi in Italia e che si distingue per eccellenza progettuale innovatività, efficacia ed efficienza metodologica con cui sono state svolte. >scarica documento<

 

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