Donazione dedicata

Donazione dedicata, consentita presso le banche pubbliche italiane e senza alcun onere economico per i genitori

Il Servizio Sanitario Nazionale assicura la tutela della salute come fondamentale diritto della persona, senza distinzione di condizioni sociali o individuali e secondo le modalità che assicurino l’eguaglianza dei cittadini e le pari opportunità di accesso alle prestazioni assistenziali.

Anche nel caso della donazione del sangue del cordone ombelicale, quando nell’ambito familiare sono presenti fratelli che sono affetti da patologie maligne o genetiche o da disordini immunologici, è prevista una particolare condizione. In questo caso, infatti, esiste l’indicazione medica per la conservazione di unità di sangue cordonale per la donazione “dedicata”.

L’ordinanza ministeriale del 26 febbraio 2009 e il decreto ministeriale del 18 novembre 2009 stabiliscono la conservazione gratuita del sangue cordonale per uso autologo, cioè dedicato presso le banche pubbliche italiane.

Lo stesso può avvenire qualora il neonato sia affetto da una patologia in atto al momento della nascita, o evidenziata in epoca prenatale, per la quale risulti scientificamente fondato e clinicamente appropriato il trapianto di cellule staminali emopoietiche da sangue cordonale, previa presentazione di motivata documentazione clinico – sanitaria.

Le patologie sono definite in modo chiaro ed esiste anche una Commissione apposita, istituita dall’Istituto Superiore di Sanità (Commissione DEDICO), che può essere interpellata dalla banca pubblica nei casi diversi da quelli codificati dalla normativa per verificare l’appropriatezza della donazione dedicata.

I casi in cui è obiettivamente giustificata la raccolta e la conservazione del SCO per uso autologo o dedicato non sono molto frequenti. Infatti, a fine 2009, erano presenti nelle banche pubbliche italiane 28.464 unità di SCO per uso solidale, 113 per uso autologo e 1.949 per uso dedicato a familiari del neonato o al neonato stesso.

L’elenco dettagliato delle patologie in cui è indicato il trapianto di cellule staminali emopoietiche è allegato al D.M. 18 novembre 2009 e viene periodicamente aggiornato in relazione al progresso tecnico – scientifico.

Queste disposizioni assicurano:

  1. la tutela dei familiari affetti da patologie per le quali è indicato l’utilizzo del sangue cordonale del nascituro consanguineo sano;
  2. la tutela del bambino stesso quando affetto da patologia in atto al momento della nascita o evidenziata in epoca prenatale, per la quale è scientificamente fondato e clinicamente appropriato il trapianto di cellule staminali emopoietiche.

ELENCO DELLE PATOLOGIE PER LE QUALI E’ PREVISTA LA DONAZIONE DEDICATA (2013)

ALTRE TRE PATOLOGIE DEDICATA (Aggiornamento aprile 2014)

 

Quindi, per le ragioni evidenziate, l’istituzione di banche private per la conservazione del sangue del cordone ombelicale di neonati sani per un eventuale futuro impiego autologo (ossia per lo stesso bambino) non è consentita in Italia in quanto scientificamente infondata e praticamente inutile.

 

Dal San Matteo cellule staminali per curare leucemia e anemia mediterranea

Salvare la vita a chi ha la leucemia e curare l’anemia mediterranea (la talassemia) senza ricorrere a continue  trasfusioni cui sono obbligati i pazienti che soffrono di questa patologia. Sono questi gli obiettivi dello studio del  Policlinico diretto dalla dottoressa Laura Salvaneschi in collaborazione con  le istituzioni internazionali di ricerca: l’olandese Bmdw e il Saint Louis di Parigi, organizzazioni  che raccolgono dati e promuovono ricerche sul trapianto di staminali da cordone ombelicare.
“In sostanza- spiega il direttore del servizio immunotrasfusionale del San Matteo Laura Salvaneschi – “ si tratta di uno studio genetico per  ottenere gli stessi risultati  finora conseguiti nei trapianti tra familiari. Questo significa che potrebbero aprirsi ulteriori speranze per aumentare lo spettro della compatibilità genetica. Ampliare le possibilità di trapiantare con successo un numero sempre maggiore di pazienti con malattie ematologiche  che oggi superano le venti patologie: dall’anemia falciforme alle immunodeficienze congenite”.
Il San Matteo dal 1996 ha una  banca placentare per la raccolta e la conservazione del sangue riservata ai fratellini e alle sorelline  dei pazienti con malattie oncoematologiche in cura presso la Clinica pediatrica della Fondazione.
Oggi, distribuisce cellule staminali estratte dal sangue del cordone ombelicare a tutti i centri di trapianto in Europa e nel mondo che fanno capo ai registri internazionali, ma in Italia è l’unica struttura ospedaliera che  oltre alla raccolta di cellule staminali  esegue direttamente i trapianti.
Questi ultimi, dal 2003 a oggi sono stati 46. La banca del San Matteo insieme a quella di Milano costituisce la banca regionale della Lombardia.
Fino ad ora sono state 3000 le unità di sangue raccolte per i registro Italiano, 134 quelle cedute per trapianti in tutto il mondo, 180 le donazioni  conservate.
La banca di Pavia ha conseguimento l’accreditamento internazionale  Fact  (Università del Nebraska) che designa i centri di eccellenza sanitari per le terapie cellulari secondo rigorosi standard. In tutto le strutture accreditate nel mondo sono 27: una di queste è il Policlinico San Matteo.

Ottobre 2010

Dal sito www.sanmatteo.org

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