Cellule staminali cordonali

LE CELLULE STAMINALI CORDONALI:  donazioni, impieghi e risultati

 

Cosa sono le cellule staminali cordonali

Le staminali del cordone ombelicale sono cellule emopoietiche di cui è ricco il sangue cordonale. Come le cellule staminali del sangue adulto, sono in grado di generare tutte le altre cellule e gli altri elementi del sangue come globuli rossi, globuli bianchi e piastrine. Tuttavia rispetto alle cellule staminali del sangue provenienti da un individuo adulto hanno due vantaggi: sono più giovani e più efficienti nel produrre cellule del sangue, sono più neutre dal punto di vista immunitario e quindi in caso di trapianto suscitano una reazione di rigetto attenuata.

 

Come avviene la raccolta

La donazione del sangue cordonale avviene dopo la nascita e non comporta alcun rischio né per il neonato né per la madre. La raccolta si effettua solo se in sala parto sono assicurati i massimi livelli assistenziali.

Il SCO viene raccolto in apposita sacca, e solo se risponde ai criteri di qualità richiesti dagli standard internazionali (al fine di garantire ai malati donazioni sicure ed efficaci) vengono crioconservate, tipizzate per determinare le caratteristiche genetiche da inserire nel Registro Italiano IBMDR e messe a disposizione di tutti i Centri di Trapianto italiani ed internazionali. Le cellule staminali del cordone ombelicale possono essere conservate per circa 20 anni. Recenti dati scientifici (Brooxmeyer) indicano che in vitro le cellule possono moltiplicarsi anche dopo vent’anni ma non c’è alcuna prova clinica sull’uomo oltre 16 anni. Se in questo lasso di tempo un paziente ne avrà bisogno, le cellule verranno scongelate e impiegate per il trapianto.

 

Chi può donare e come

Ogni  donna in attesa di un figlio, purchè sana,  può decidere di donare il cordone ombelicale del suo bambino.

 

La donazione è volontaria, anonima e gratuita. La donna, assieme al padre del bambino,  deve sottoporsi ad una valutazione di idoneità della madre, del padre e del nascituro. Una nuova valutazione sarà ripetuta all’atto del ricovero, nel corso del travaglio e del parto. Nei 30 giorni precedenti il parto viene eseguita  l’anamnesi pre-donazione con il controllo dei test infettivologici di legge.

In caso di donazione  idonea alla conservazione presso una Banca pubblica, viene ripetuta la valutazione infettivologica della madre dopo 6-12 mesi dal parto. Quando un Centro Trapianti richiede un’unità perché compatibile con un paziente candidato al trapianto, la Banca deve fornire anche informazioni precise sullo stato di salute del bambino dalla nascita in poi, per escludere la presenza di eventuali malattie,  prima del rilascio dell’unità da trapiantare.

La donazione solidale del sangue cordonale per scopo di trapianto è quindi possibile solo in una piccola percentuale dei casi ben selezionati (in media il 25-30% delle unità raccolte nei punti nascita e statisticamente il 5-10% di tutti i parti), perché si devono rispettare rigorosamente i requisiti richiesti da standard internazionali concordati e si vuole assicurare la massima sicurezza ai soggetti donanti e ai malati che con queste donazioni saranno sottoposti al trapianto. Per essere accettate per il bancaggio le unità devono contenere un numero minimo di 1,2×109 cellule nucleate totali (1,5 miliardi di cellule) e devono essere negative ai controlli microbiologici di sterilità e ai test infettivo logici effettuati sui campioni materni.

Il rispetto di questi requisiti garantisce un’alta qualità delle unità che conservate ma comporta purtroppo l’esclusione della maggior parte delle donazioni.

 

Le donazioni SCO per impieghi diversi

Nessuna donazione anche quelle che non raggiungono  il numero richiesto di cellule nucleate per un futuro trapianto, viene comunque scartata. Queste unità rimangono patrimonio del Servizio Sanitario Nazionale e vengono utilizzate per la preparazione di farmaci coegel piastrinici per curare ustioni e colliri per curare traumatismi della cornea e congiuntivale. Inoltre in molti centri italiani : il SCO è utilizzato nella preparazione di farmaci come, ad esempio, l gel piastrinici per curare ustioni e colliri per curare traumatismi della cornea e congiuntivali. Inoltre molti centri italiani stanno sviluppando filoni di ricerca finalizzati a dimostrare le potenzialità del SCO per applicazioni cliniche diverse, a beneficio di tutti i malati.

 

Possibili utilizzi ad oggi

Le staminali del cordone ombelicale sono impiegate per i trapianti in pazienti con patologie maligne come le leucemie(linfatica acuta; mieloide acuta o cronica), Sindromi mielodisplastiche, Mielofibrosi acuta, Disturbi Linfoproliferativi, Linfomi (Hodgkin o non-Hodgkin),Mieloma multiplo, LLC, in Tumori solidi come nel Neuroblastoma e altri, in Patologie non maligne, in sindromi da insufficienza midollare (aplasia midollare, sindromi mielodisplastiche, mielofibrosi acuta), in stati di immunodeficienza, nella talassemia major e altri disturbi ematologici e nelle malattie autoimmunitarie.

In questi trapianti  le cellule da trapiantare devono essere prelevate da un altro individuo, poiché quelle del malato sono malate anch’esse. Nel caso delle leucemie non possono essere usate per il trapianto cellule staminali provenienti dal paziente stesso perché è probabile che portino alcuni dei difetti responsabili della malattia.

Aggiornamento: Sindrome di Hurler, il trapianto di staminali ematopoietiche potrebbe prevenire malformazioni ossee

tormena

La ricerca Telethon ha aperto una nuova prospettiva di cura per una rara malattia genetica, la sindrome di Hurler. Un gruppo di ricercatori guidati da Marta Serafini del Centro di ricerca Tettamanti, Dipartimento di pediatria dell’Università di Milano Bicocca, in collaborazione con il Centro di Medicina Molecolare dell’Università La Sapienza di Roma, ha dimostrato, per la prima volta in modelli animali, l’efficacia del trapianto di cellule staminaliematopoietiche per prevenire le malformazioni ossee, caratteristiche della malattia, se effettuato in età neonatale.

Il Veneto è tra le prime regioni a inserire la sindrome di Hurler nei programmi di screening alla nascita.

Abbiamo incontrato Francesca Tormena, medico dell’Unità di Terapia Intensiva e Patologia Neonatale dell’Ospedale di Treviso per ottenere approfondimenti.

Quando la Regione Veneto ha inserito la sindrome di Hurler tra i test metabolici sui neonati?

R. Dal 1° settembre di quest’anno è iniziato il nuovo programma di screening metabolico allargato che oltre al riconoscimento precoce di fenilchetonuria, ipotiroidismo, fibrosi cistica e altre malattie metaboliche ereditarie altamente invalidanti se non diagnosticate precocemente comprende anche le malattie lisosomiali tra cui la Sindrome di Hurler. Scopo di questo screening è appunto individuare precocemente queste malattie prima della comparsa di sintomi e renderne possibile il trattamento precoce.

In particolare per quanto riguarda la Sindrome di Hurler questo è molto importante perchè permetterà di effettuare già nella prima infanzia il trapianto di cellule staminali che da recenti studi su modelli animali ha dimostrato essere efficace nel prevenire le malformazioni ossee caratteristiche della malattia

  1. Il Veneto è una delle prime regioni a recepire questa necessità (test per Sindrome di Hurler)?

R. Sì siamo tra i primi ad averlo inserito nei programmi di prevenzione offerti ai neonati e alle loro famiglie. Ciò è stato possibile grazie alla collaborazione tra i reparti di Pediatria, I Punti Nascita, l’U.O.C. Di Malattie Metaboliche Erediatrie dell’Azienda Ospedaliera di Padova e il Centro Malattie Metaboliche Neonatali dell’Azienda Ospedaliera Universitaria di Verona.

  1. A Treviso sono già possibili? Eventualmente da quando si inizierà a farli?

R. Siamo già partiti: i neonati nati dal 1° settembre in poi sono già stati sottoposti tutti al nuovo programma di screening neonatale allargato.

  1. Oggi si ha quindi un buon motivo in più per scegliere di effettuare donazione del sangue cordonale: cosa ne pensa?

R. Assolutamente sì. Il trapianto di cellule staminali cordonali, ottenute cioè dal sangue del cordone ombelicale di madri donatrici, sarà il prossimo obiettivo per curare i piccoli affetti. Scegliere di donare il sangue cordonale contribuisce al progredire della ricerca in questo campo e permetterà in futuro anche di ovviare al problema del reperire un donatore di midollo compatibile in un arco di tempo ridotto. In questo modo il trattamento della Sindrome di Hurler potrà essere effettato precocemente e soprattutto prima che si rendano manifesti I sintomi

  1. Da medico, quali sono le motivazioni (oltre a questa nuova scoperta) per le quali consilgia alle future mamme la donazione?

R. Il sangue cordonale ombelicale è una risorsa preziosa. E’ fonte infatti di cellule staminali emopoieticheche cioè in grado di evolversi e ricostituire i diversi elementi del sangue (globuli rossi, globuli bianchi, piastrine). Viene da tempo utilizzato con successo nel trattamento di malati, nella maggior parte in età pediatrica, affetti da malattie del sangue tumorali come leucemie, mielodisplasia, e non tumorali come anemia aplastica, talassemie ecc.. Negli ultimi anni purtroppo i tumori in età pediatrica sono in aumento e per alcuni piccoli malati il trapianto di cellule staminali è l’unica possibilità di guarigione. Il trapianto di cellule del sangue del cordone ombelicale è una valida alternativa al trapianto di cellule del midollo osseo rispetto al quale possiede alcuni vantaggi sia per chi lo riceve (minor rischio di rigetto, pronta disponibilità delle cellule) sia per chi dona (la donazione e indolore e senza alcun rischio).

La raccolta del sangue cordonale è una manovra semplice, completamente indolore per madre e neonato che viene effettuata dopo la nascita del bambino e che non comporta nessun rischio nè per la madre nè per il neonato. In Italia è possibile donare il sangue cordonale gratuitamente e il sangue ottenuto viene raccolto e conservato in strutture accreditate specializzate per poi essere utilizzato a scopo di ricerca e di trapianto.

La donazione del sangue cordonale è un gesto d’amore e d’altruismo che può salvare delle vite e dare un contributo per la ricerca.

Per approfondimenti: http://www.osservatoriomalattierare.it/mucopolisaccaridosi-mps/6897-sindrome-di-hurler-trapianto-di-staminali-ematopoietiche-potrebbe-prevenire-malformazioni-ossee

 

Le banche pubbliche del sangue cordonale

Le Banche di sangue cordonale (SCO) sono, in Italia, strutture sanitarie pubbliche che, per conto del Servizio Sanitario Nazionale, raccolgono, conservano e distribuiscono le cellule staminali emopoietiche cordonali.
Attualmente sono presenti in Italia 19 strutture collocate in 10 regioni: 16 di queste rappresentano settori di attività di Servizi Trasfusionali e due operano all’interno di divisioni di Ematologia.        Le Banche svolgono le attività di banking del sangue cordonale secondo standard definiti da linee guida nazionali  (Conferenza Stato-Regioni, Atti n. 1770 del 10 luglio 2003) e internazionali (FACT-NETCORD) di comprovata qualità ed efficacia.
Tutte le strutture hanno intrapreso un percorso di qualificazione delle proprie attività ottenendo e/o preparandosi a conseguire l’accreditamento internazionale FACT.

Elenco centri di raccolta per Regione aggiornati al 31 marzo 2015:

 Abruzzo

 Calabria

 Campania

 Emilia R.

 Lazio

 Liguria
 Lombardia

 Piemonte

 Puglia

 Sardegna

 Sicilia

 Toscana

 Veneto

 

Le banche private estere per la conservazione autologa

Negli ultimi anni sono nate molte banche private per la conservazione del sangue di cordone ombelicale.

In alcuni Paesi come Italia e  Francia non hanno finora consentito  la costituzione di banche private nel proprio territorio. Tuttavia l’Italia permette la raccolta del sangue cordonale presso i punti nascita ai genitori che ne facciano  richiesta, previo con pagamento di un ticket. La Francia invece non permette la raccolta e l’esportazione del sangue cordonale.

Le banche private per la conservazione del sangue di cordone nella maggioranza dei casi  non fanno un’informazione corretta sul reale impiego del sangue cordonale conservato per scopo autologo, attribuendo  impropriamente alle staminali cordonali capacità di trasformarsi in cellule cardiache o nervose e di curare infarti, ictus e malattie neurodegenerative, una specie di assicurazione sulla vita del bambino in grado di curare qualunque malattia.

In alcuni  casi viene fatto intendere che sia quasi impossibile, in caso di necessità, trovare un donatore compatibile in una banca pubblica, laddove è stato dimostrato che questa probabilità si aggira intorno al 75% per una persona di etnia ovest-europea.

Le maggiori società scientifiche internazionali del settore e  la maggioranza delle associazioni di medici e pazienti sono contrarie  alla conservazione del sangue cordonale in banche private. Anche in Italia il Ministero della Salute,  incoraggia la donazione solidale alle banche pubbliche e si è espresso negativamente riguardo alla conservazione in banche private. Un atteggiamento così deciso da parte di scienziati e autorità è motivato dal fatto che le probabilità che un bambino si trovi a dover usufruire delle staminali del proprio cordone ombelicale sono circa 1 su centomila. E’ per queste ragioni che i campioni  di sangue cordonale conservati nelle banche private è destinato ad essere quasi totalmente inutilizzato.

 

DATI DONAZIONI  E TRAPIANTI

Dopo il primo trapianto eseguito da Eliane Glukman, 23 anni fa, sono state costituite nel mondo  banche pubbliche per la  conservazione delle unità solidali del sangue cordonale. Un network mondiale di tutte le banche pubbliche e dei Centri Trapianto consente  un inventario comune delle unità cordonali disponibili, raccolte con criteri uniformi e di valutare i risultati dei trapianti.

Banche pubbliche mondiali   158       

Unità conservate circa 650.000                     

Trapianti effettuati oltre 30.000

 

Banche pubbliche italiane aderenti al Network mondiale: 19 afferenti a  303 Punti Nascita

Unità conservate disponibili per i trapianti 29.114 (31.12.2012)

Trapianti realizzati con donazioni solidali di sangue cordonale in Italia:

nel periodo 1995 -2011 : 1.131 trapianti; nel 2012:  92
Nel 2012 sono state inviate dall’Italia, per i centri di trapianto esteri 436 unità alle quali si aggiungono 58 del 2012.
Trapianti totali effettuati con donazioni italiane in Italia e all’estero:  1486
Destinatari delle donazioni di cellule staminali cordonali: 68% adulti, 32% bambini
I trapianti familiari effettuati con le donazioni dedicate conservate gratuitamente nelle banche pubbliche,  nei casi di accertata utilità)  sono stati 142 e 2 autologhi fatti subito dopo la nascita dei bambini nati malati(dic. 2012).

(Fonti IBMDR e Centro Nazionale Sangue ISS)

 

DATI RACCOLTE AUTOLOGHE PRIVATE

Unità conservate nelle banche private mondiali: 1.250.000 circa ,  utilizzate in trapianti  15

Agenzie operanti in Italia per conto di banche private estere: 27

Unità di sangue cordonale raccolte in Italia  e spedite in oltre 10 anni alle banche private estere: circa 70.000.

Queste unità non devono rispondere agli standard di qualità delle unità solidali conservate nelle banche pubbliche.

L’ipotesi di spesa sostenuta dai genitori è di oltre 200 milioni di euro.

Alle Autorità Sanitarie italiane competenti non risulta effettuato a tutt’oggi alcun trapianto con unità autologhe esportate e conservate nelle banche estere.

 

LA DONAZIONE IN BANCHE PUBBLICHE ITALIANE

 

Anzitutto bisogna sapere:

1. Cos’è il sangue cordonale

Al termine del parto, dopo che il cordone ombelicale del neonato è stato reciso, nei vasi cordonali rimane una quota di sangue, generalmente considerata prodotto di scarto.

 

2. Perché può venire raccolto e utilizzato

Questo sangue è ricco di cellule staminali ematopoietiche (C.S.E.) che possono essere utilizzate per il trapianto di pazienti affetti da leucemia o da alcune altre malattie del sangue.

 

3. Come viene usato

Nel trapianto vengono usate le cellule staminali del sangue cordonale per sostituire quelle malate e ricostruire nel paziente un nuovo sistema ematopoietico.

Migliaia sono i trapianti eseguiti con successo, soprattutto in bambini e giovani.

Le cellule staminali del cordone ombelicale sono utilizzate nel trapianto come fonte alternativa alla usuale donazione di midollo osseo e di sangue periferico.

 

Come avviene la donazione del sangue cordonale

Qualsiasi futura mamma può chiedere di donare il sangue cordonale, che viene facilmente raccolto dall’ostetricadurante il parto. La procedura non influisce in alcun modo sull’assistenza che riceveranno mamma e neonato.

La madre che desidera donare il sangue cordonale dovrà sottoscrivere un consenso informato e sottoporsi ad esami del sangue (gratuiti) al parto e dopo sei mesi per escludere la presenza di malattie che potrebbero  essere trasmesse al paziente destinatario del trapianto.

 

LA DONAZIONE DEL SANGUE CORDONALE NON PUO’ ESSERE EFFETTUATA:

  • se il bambino nasce prematuro,
  • se la mamma ha assunto particolari tipi di farmaci o altre sostanze da abuso (alcool, etc.)
  • se i genitori possono trasmettere infezioni o malattie genetiche

 

LE DONAZIONI VENGONO TUTTE CONSERVATE?

 Solo il 30% circa delle unità raccolte risulta valido per la conservazione e per un possibile utilizzo.

Esistono protocolli che stabiliscono la quantità minima, il volume cellulare, la sterilità nelle fasi di raccolta e l’esclusione qualora il neonato e la madrerisultino portatori di infezioni o malattie al controllo dei sei mesi.

Questi requisiti garantiscono l’alta qualità dell’unità raccolta, che potrà essere trapiantata a scapito dell’eliminazione della maggior parte delle donazioni. Le donazioni escluse trovano comunque un impiego nella ricerca.

Le cellule staminali cordonali conservate si possono mantenere intatte e funzionali per circa 15 anni dal loro congelamento, mentre non si conosce ancora la loro vitalità a più lungo termine.

Inoltre, le statistiche dimostrano che se si dona il sangue del cordone in Italia e quindi non lo si conserva per sé all’estero, si ha il 97% di possibilità di tornare in possesso della sacca donata qualora  un familiare ne necessitasse per curare l’insorgere di una malattia curabile con trapianto.

 

BANCHE DEL SANGUE CORDONALE – REPORT 2010

 

BANCHE DEL SANGUE CORDONALE – REPORT 2013

 

Se aspetti un bambino, chiedi informazioni alla banca più vicina, ti indicherà l’Unità di Ostetricia e Ginecologia dove poter effettuare la donazione.

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