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L’efficacia terapeutica del gel piastrinico da sangue cordonale: a Roma il convegno promosso da Istituto Superiore di Sanità e Centro Nazionale Sangue,

Il 21 gennaio 2016 si terrà, presso l’Istituto Superiore di Sanità, l’evento dal titolo: “The efficacy of platelet gel from cord blood: an overview of laboratory studies and clinical experiences”. Il convegno si pone nell’ambito del progetto di ricerca “In vitro and in vivo studies on a new blood component: platelet gel from cord blood” finanziato dal Ministero della Salute e coordinato dal Centro Nazionale Sangue. Tale progetto ha compreso una fase di sperimentazione clinica, realizzata in collaborazione con la Fondazione IRCCS Ospedale Maggiore Policlinico di Milano, volta alla valutazione dell’efficacia terapeutica del gel piastrinico da sangue cordonale (CBPG) nel trattamento topico di ulcere ischemiche e neuropatiche del piede diabetico.

L’obiettivo principale della giornata è quello comunicare alle Banche di Sangue Cordonale e ai Centri coinvolti nello studio i risultati complessivi e di divulgare le informazioni scientifiche relative al nuovo prodotto terapeutico oggetto della sperimentazione.

Info: http://www.centronazionalesangue.it/notizie/save-the-date#sthash.D6mGuSX3.dpuf

Programma 21 Gennaio 2015

Evento di chiusura dello spazio “Me and We” ad Expo 2015, che ha ospitato la Federazione Adoces a giugno. Milano, 14.10.2015

 

 

 

 

 

 

 

 

Expo 2015 si avvia alla conclusione e anche lo spazio “Me and We”, attiguo al Padiglione Italia, che ha ospitato alcune delle iniziative vincitrici del concorso “Progetti per le donne” indetto da Women for Expo ed Expo 2015, tra le quali la campagna informativa “Anche noi… Nati per donare” della Federazione Adoces e dell’associazione trevigiana Admor – Adoces, celebrerà la chiusura con un evento mercoledì 28 ottobre alle 15.45.

Noi ci saremo!

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Gel piastrinico da sangue cordonale, nuova speranza per curare le ulcere del diabete. Milano, 14.10.2015

Da un’intuizione di ricercatori italiani potrebbe nascere una possibile soluzione per guarire le ulcere provocate dal diabete, una delle complicanze più frequenti di questa ma-lattia. E’ stato infatti avviato uno studio clinico per verificare l’efficacia del Gel Piastrinico arruolando 200 pazienti diabetici, che fornirà i primi risultati alla fine di quest’anno.

“Il Gel Piastrinico si ottiene dal sangue del cordone ombelicale, raccolto al termine del parto. Questo sangue è ricco di cellule staminali “emopoietiche”, le cellule che generano tutte le cellule che compongono il sangue, e viene utilizzato da oltre 30 anni con ottimi risultati per il trapianto nei pa-zienti affetti da gravi malattie del sangue, come le leucemie e i linfomi”, ha spiegato Paolo Rebulla, direttore della Milano Cord Blood Bank, in occasione del convegno “Una vita che nasce fa crescere la vita. Il sangue cordonale: esperienze e futuro”, lo scorso giugno a Milano dalla Milano Cord Blood Bank – Centro Trasfusionale Fondazione Irccs Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico di Milano e promosso dalla Fondazione Internazionale Menarini con il supporto dei Lions.

ComunicatoStampa – Fondazione Internazionale Menarini

Donazione e raccolta del sangue cordonale: il Ministro Lorenzin conferma, procedure adeguate a tutelare madre e bambino. Roma, 02.08.2015

beatrice-lorenzinIl Ministro della Salute Beatrice Lorenzin, a seguito dell’interrogazione parlamentare presentata dall’onorevole Adriano Zaccagnini, che chiedeva chiarimenti riguardo al programma nazionale di donazione solidale del sangue cordonale, ribadisce e sottolinea che la procedura di donazione e raccolta “è adeguata a tutelare la salute della madre e del neonato donatore, da un lato, e a garantire la conservazione di unità cordonali conformi agli standard di cellularità richiesti per il trapianto, offrendo importanti opportunità terapeutiche a molti pazienti”.

In sostanza, dunque, il Ministro conferma  la valenza sociale e sanitaria della donazione solidale del sangue cordonale, bene comune da raccogliere e conservare nelle banche pubbliche: oltre 1.300 sono le unità già utilizzate per i trapianti.

 

APPROFONDISCI:

Info risposta Lorenzin SCO

Atto Camera Ministro Lorenzin Sangue Cordonale

Unite2Cure per la modifica della normativa europea, a favore dei bambini ammalati di cancro – 30.09.2015

Un Gruppo Pan-europeo di Associazioni di genitori e fondazioni no-profit denominato Unite2Cure www.unite2cure.org a cui FIAGOP Onlus (Federazione Italiana Associazioni Genitori Oncoematologia Pediatrica) www.fiagop.it aderisce, a settembre hanno promosso un appello per apportare alcune modifiche alla normativa europea in vigore, con lo scopo di velocizzare l’accesso a nuove, meno tossiche e potenzialmente più efficaci terapie per bambini e adolescenti ammalati di cancro. Un accesso più rapido a farmaci innovativi renderebbe infatti possibile la cura ad un maggior numero di pazienti e garantirebbe che bambini e adolescenti non vengano trascurati dal progresso terapeutico che è stato raggiunto nel trattamento di alcuni tipi di cancro negli adulti.

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Normative europee utili ai bambini col cancro

ADMOR-ADOCES: donazione di midollo e sangue cordonale a Treviso, serve maggiore informazione. Treviso, 29.09.2015

In occasione del raggiungimento dei 25 milioni di donatori di cellule staminali ematopoietiche nel mondo, l’associazione trevigiana Admor – Adoces ha presentato le nuove iniziative volte ad offrire a donatori, donatrici, pazienti e familiari per garantire le conoscenze necessarie. Tra queste le due guide differenziate e il nuovo sito web per quanto riguarda la tematica del midollo, e poi 8 monitor che verranno posizionati all’Ospedale di Treviso, all’Ospedale di Oderzo e nei consultori provinciali per erogare una corretta informazione alle future mamme riguardo alla donazione del sangue cordonale.

Per i potenziali donatori, i più giovani in primis ma anche quelli non italiani, conoscere significa avvicinarsi alla donazione in modo consapevole e sereno; per pazienti e familiari si traduce nel poter verificare e vivere con tranquillità maggiore l’iter di cura e, eventualmente, il trapianto.

Comunicato Stampa – Admor Adoces

Rassegna stampa;

2015_09_25 – Gazzettino Treviso

2015_09_25 – Tribuna Treviso

Sindrome di Hurler, il trapianto di cse per prevenire malformazioni ossee. Intervista alla dottoressa Francesca Tormena, Treviso 29.09.2015

La ricerca Telethon ha aperto una nuova prospettiva di cura per una rara malattia genetica, la sindrome di Hurler. Un gruppo di ricercatori guidati da Marta Serafini del Centro di ricerca Tettamanti, Dipartimento di pediatria dell’Università di Milano Bicocca, in collaborazione con il Centro di Medicina Molecolare dell’Università La Sapienza di Roma, ha dimostrato, per la prima volta in modelli animali, l’efficacia del trapianto di cellule staminaliematopoietiche per prevenire le malformazioni ossee, caratteristiche della malattia, se effettuato in età neonatale.

Il Veneto è tra le prime regioni a inserire la sindrome di Hurler nei programmi di screening alla nascita.

Abbiamo incontrato Francesca Tormena, medico dell’Unità di Terapia Intensiva e Patologia Neonatale dell’Ospedale di Treviso per ottenere approfondimenti.

tormena
  1. Quando la Regione Veneto ha inserito la sindrome di Hurler tra i test metabolici sui neonati?

R. Dal 1° settembre di quest’anno è iniziato il nuovo programma di screening metabolico allargato che oltre al riconoscimento precoce di fenilchetonuria, ipotiroidismo, fibrosi cistica e altre malattie metaboliche ereditarie altamente invalidanti se non diagnosticate precocemente comprende anche le malattie lisosomiali tra cui la Sindrome di Hurler. Scopo di questo screening è appunto individuare precocemente queste malattie prima della comparsa di sintomi e renderne possibile il trattamento precoce.

In particolare per quanto riguarda la Sindrome di Hurler questo è molto importante perchè permetterà di effettuare già nella prima infanzia il trapianto di cellule staminali che da recenti studi su modelli animali ha dimostrato essere efficace nel prevenire le malformazioni ossee caratteristiche della malattia

  1. Il Veneto è una delle prime regioni a recepire questa necessità (test per Sindrome di Hurler)?

R. Sì siamo tra i primi ad averlo inserito nei programmi di prevenzione offerti ai neonati e alle loro famiglie. Ciò è stato possibile grazie alla collaborazione tra i reparti di Pediatria, I Punti Nascita, l’U.O.C. Di Malattie Metaboliche Erediatrie dell’Azienda Ospedaliera di Padova e il Centro Malattie Metaboliche Neonatali dell’Azienda Ospedaliera Universitaria di Verona.

  1. A Treviso sono già possibili? Eventualmente da quando si inizierà a farli?

R. Siamo già partiti: i neonati nati dal 1° settembre in poi sono già stati sottoposti tutti al nuovo programma di screening neonatale allargato.

  1. Oggi si ha quindi un buon motivo in più per scegliere di effettuare donazione del sangue cordonale: cosa ne pensa?

R. Assolutamente sì. Il trapianto di cellule staminali cordonali, ottenute cioè dal sangue del cordone ombelicale di madri donatrici, sarà il prossimo obiettivo per curare i piccoli affetti. Scegliere di donare il sangue cordonale contribuisce al progredire della ricerca in questo campo e permetterà in futuro anche di ovviare al problema del reperire un donatore di midollo compatibile in un arco di tempo ridotto. In questo modo il trattamento della Sindrome di Hurler potrà essere effettato precocemente e soprattutto prima che si rendano manifesti I sintomi

  1. Da medico, quali sono le motivazioni (oltre a questa nuova scoperta) per le quali consilgia alle future mamme la donazione?

R. Il sangue cordonale ombelicale è una risorsa preziosa. E’ fonte infatti di cellule staminali emopoieticheche cioè in grado di evolversi e ricostituire i diversi elementi del sangue (globuli rossi, globuli bianchi, piastrine). Viene da tempo utilizzato con successo nel trattamento di malati, nella maggior parte in età pediatrica, affetti da malattie del sangue tumorali come leucemie, mielodisplasia, e non tumorali come anemia aplastica, talassemie ecc.. Negli ultimi anni purtroppo i tumori in età pediatrica sono in aumento e per alcuni piccoli malati il trapianto di cellule staminali è l’unica possibilità di guarigione. Il trapianto di cellule del sangue del cordone ombelicale è una valida alternativa al trapianto di cellule del midollo osseo rispetto al quale possiede alcuni vantaggi sia per chi lo riceve (minor rischio di rigetto, pronta disponibilità delle cellule) sia per chi dona (la donazione e indolore e senza alcun rischio).

La raccolta del sangue cordonale è una manovra semplice, completamente indolore per madre e neonato che viene effettuata dopo la nascita del bambino e che non comporta nessun rischio nè per la madre nè per il neonato. In Italia è possibile donare il sangue cordonale gratuitamente e il sangue ottenuto viene raccolto e conservato in strutture accreditate specializzate per poi essere utilizzato a scopo di ricerca e di trapianto.

La donazione del sangue cordonale è un gesto d’amore e d’altruismo che può salvare delle vite e dare un contributo per la ricerca.

Per approfondimenti : http://www.osservatoriomalattierare.it/mucopolisaccaridosi-mps/6897-sindrome-di-hurler-trapianto-di-staminali-ematopoietiche-potrebbe-prevenire-malformazioni-ossee

Donazione e trapianto di cellule emopoietiche, convegno a Salerno – 18.04.2015

“La donazione e il trapianto di cellule emopoietiche. Presente e futuro” è il titolo del convegno scientifico che si svolgerà sabato 18 aprile a Salerno, all’Azienda Ospedaliera Universitaria “San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona” – Scuola Medica Salernitana – Aula “Scozia”. Promossa da Domos Campania e dalla Federazione Italiana Adoces con il patrocinio dell’azienda ospedaliera salernitana, la giornata permetterà di affrontare quattro macro tematiche: “Le cellule staminali emopoietiche: applicazioni terapeutiche”, “Organizzazione della ricerca e tipizzazione dei donatori di cellule staminali emopoietiche”, “La donazione del sangue placentare- raccolta, organizzazione della rete ed aspetti etico – sociali” e “Reclutamento dei donatori di cellule staminali emopoietiche – Il ruolo del volontariato”.

La partecipazione permette l’acquisizione di crediti ECM.

Scarica il programma completo: Convegno scientifico – Salerno 2015

Emma Bonino: donne protagoniste con We Women for Expo, Milano 28.03.2015

Il progetto We Women for Expo viene da lontano, fin dalla fase della candidatura di Milano a sede dell’Expo. “E’ un progetto che concepimmo con Letizia Moratti, allora sindaco di Milano e con Diana Bracco, che è oggi è commissario del Padiglione Italia. Io all’epoca ero ministro del Commercio internazionale del governo Prodi”. E’ quanto ha affermato Emma Bonino, intervenendo alla convention di Firenze su Expo 2015 facendo rivivere le emozioni della vittoria di Milano, ottenuta dal Bie a Parigi nel 2008.

Il progetto “We Woman for Expo” renderà protagoniste nell’Esposizione universale di Milano le donne di tutto il mondo attraverso una serie di iniziative, tra le quali la sottoscrizione del documento “Alliance Women for Expo” sostenuta dal ministro degli Esteri Paolo Gentiloni, un’iniziativa culturale portata avanti dalla Fondazione Mondadori e uno spazio riservato alle donne nel Padiglione Italia. Spazio che metterà in vetrina i progetti vincitori dei concorsi “Progetti delle donne” e “Progetti per le donne” lanciati dal commissario del Padiglione Italia. Con l’obiettivo, afferma Diana Bracco di “valorizzare il talento e la capacità imprenditoriale e progettuale dell’universo femminile”.

Tra i progetti vincitori del concorso “Progetti per le donne” rientra “Anche noi… Nati per donare”, la campagna di informazione promossa dalla Federazione Italiana Adoces.

Staminali della placenta per curare l’infarto miocardico, Pavia 26.03.2015

Il team diretto dal cardiologo Massimiliano Gnecchi, docente dell’Università di Pavia, ha dimostrato che è possibile derivare dalla placenta umana cellule staminali di origine fetale che sono in grado di curare il danno da infarto miocardico. Si tratta di una scoperta (annunciata oggi) nell’ambito della “medicina rigenerativa traslazionale” che permette cioè di essere trasferita in modo rapido nell’ambito clinico creando nuove tecniche diagnostiche e terapeutiche avanzate. Nello specifico le scoperte del team guidato da Massimiliano Gnecchi sono due. Il primo studio, accettato dalla rivista “Stem Cells Translational Medicine”, descrive appunto come si possa derivare dalla membrana amniotica della placenta cellule staminali che hanno una carta d’identità identica a quella delle più studiate staminali derivate dal midollo osseo d’individui adulti. Tuttavia queste cellule fetali hanno importanti vantaggi: essendo più giovani si moltiplicano velocemente e riescono a produrre più molecole che proteggono il cuore e molecole che favoriscono la formazione di vasi sanguigni indispensabili a nutrire il tessuto. Il gruppo pavese è riuscito a dimostrare che la sola somministrazione delle molecole prodotte da queste cellule riduce il danno da infarto e migliora la funzione del cuore in modello animale. I risultati di questo studio pongono quindi le basi per innovative terapie per la cura dell’infarto miocardico mediante utilizzo dei fattori prodotti dalle cellule staminali. Inoltre, i ricercatori pavesi hanno dimostrato che modificando le cellule staminali con piccole molecole chiamate “microRNA” è possibile migliorarne la loro capacità di differenziare in cardiomiociti, i mattoni che costituiscono il cuore. E’ l’essenza della medicina rigenerativa: la possibilità di sostituire la parte di cuore morta in seguito ad infarto con nuovo tessuto cardiaco generato dalle staminali. La possibilità di poterlo fare con cellule fetali che non suscitano problemi etici rende la scoperta ancora più interessante. La speranza di Massimiliano Gnecchi e della sua équipe è che questi risultati, riportati sulla rivista “Stem Cells”, possano aprire la strada verso processi rigenerativi del cuore più efficaci che in passato e curare non solo l’infarto ma anche lo scompenso cardiaco, altra malattia cardiaca molto diffusa, invalidante e gravata da altissima mortalità.