Il progetto “Anche noi… Nati per donare” ad Expo 2015, 26.01.2015

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Un’eccezionale occasione di visibilità e diffusione per Anche noi… Nati per donare: il nostro progetto,  derivante dall’iniziativa pilota Progetto Treviso, è infatti stato selezionato assieme ad altri 99 progetti italiani come vincitore del concorso WE – Progetti per le donne, promosso da Expo 2015 e Padiglione Italia.

“WE – Progetti per le donne” è l’occasione per dare visibilità, nell’ambito della vetrina straordinaria di Expo 2015, ai tanti progetti realizzati per creare valore e cambiamento positivo nella vita delle donne. Lo scopo è di presentare al mondo, durante i sei mesi di Expo 2015, i progetti di successo in campo sociale, culturale e di sviluppo dedicati alle donne nei settori di Expo Milano 2015.

La Federazione Italiana Adoces ha scelto di candidare al concorso “Anche noi… Nati per donare”, l’ultimo grande progetto (che si è tradotto anche in una campagna di comunicazione nazionale in collaborazione con AIB – Associazione Italiana Biblioteche, lanciata a dicembre 2013) per la diffusione delle necessarie informazioni e della cultura della donazione del sangue cordonale, espressamente rivolto alle donne non italiane residenti in Italia, perché esso, oltre ad essere unico in Italia ed in Europa, mette in luce come per rendere effettiva l’uguaglianza a livello sanitario, non si possa prescindere dall’integrazione sociale e culturale delle donne.

immagine simboloL’iniziativa, espansione nazionale del progetto pilota “Progetto Treviso”, presenta numerosi elementi di unicità: la sua articolazione, gli strumenti operativi e il percorso adottato, il target mai considerato prima, l’unione dell’obiettivo della donazione a quello dell’integrazione. Il dono del sangue cordonale diviene infatti un buon motivo per entrare in contatto con le donne di diversa etnia e cultura che vivono nel nostro territorio, per coinvolgerle in un percorso di conoscenza e scambio (con il supporto di materiali multilingue cartacei e audiovisivi appositamente studiati) favorendo il processo di integrazione socio – culturale. Instaurato il dialogo in un clima di fiducia, si inserisce l’obiettivo della donazione, che per i cittadini immigrati assume oggi un’importanza cruciale. Le potenziali donatrici, portatrici di genotipi differenti dal nostro (genotipo caucasico), infatti, possono contribuire all’accrescimento delle risorse utili ad aiutare i connazionali candidati al trapianto, sia quelli residenti in Italia (che, per differenza di caratteristiche genetiche, non trovano donatori nella popolazione italiana ed europea) sia per i pazienti esteri  che vengono a curarsi nei  Centri di trapianto  italiani.

Non solo, nei materiali informativi dedicati alle coppie straniere si è volutamente posto l’accento sulla “donazione dedicata”, ovvero la possibilità prevista dal Sistema Sanitario Nazionale di accantonare l’unità di sangue cordonale del proprio bambino qualora nella famiglia siano presenti malattie genetiche curabili con il trapianto delle cellule staminali cordonali del neonato.

 

invito 12 febbraio 2015