Studio USA sull’utilizzo delle staminali della placenta per curare la sclerosi multipla – 29.09.2014

Una iniezione di cellule estratte dalla placenta potrebbe aprire le porte a nuovi trattamenti contro la sclerosi multipla: infatti in un primo studio clinico cellule staminali derivate da tessuto placentare umano sono state somministrate a 16 pazienti dimostrando per ora la sicurezza e la tollerabilità della procedura. Coordinato da Fred Lublin docente della Icahn School of Medicine a Mount Sinai, lo studio getta le basi per nuovi trial clinici per dimostrare l’efficacia di questa terapia. Secondo quanto riferito sulla rivista Multiple Sclerosis and Related Disorders, già a partire da questo primo esperimento clinico sono emersi buoni segnali che queste cellule derivate dalla placenta – chiamate PDA-001 – possano effettivamente riparare i danni a carico del sistema nervoso tipici della malattia. La sclerosi multipla è una patologia autoimmune che attacca il sistema nervoso: i nervi, o meglio la guaina isolante che permette loro di trasmettere i segnali nervosi, sono attaccati da una reazione immunitaria impropria sferrata dall’organismo. Gli attacchi possono essere molteplici e quindi i danni divenire progressivamente sempre più invalidanti. Gli esperti pensano che le staminali estratte dalla placenta e coltivate in provetta possano proteggere i nervi e favorirne la riparazione. In questa prima fase sperimentale i medici hanno somministrato le PDA-001 in due dosi diverse a parte dei 16 pazienti e poi hanno monitorato il decorso della malattia dell’intero gruppo per tutto l’anno a seguire. Ebbene questa ‘terapia’ è risultata per ora sicura e ben tollerata, priva di effetti collaterali. Inoltre i soggetti trattati non sono andati incontro a peggioramenti o ricadute nell’anno di osservazione. Serviranno ovviamente nuovi test per valutare l’efficacia terapeutica si detta cura cellulare.